domenica 7 ottobre 2012
Le DS Coupè,Queste sconosciute
Straordinario concentrato di modernità,la DS affascinò naturalmente anche i carrozzieri.Ma la Citroen,gelosa del suo gioiello,negò a tutti gli autotelai sui quali realizzare le fuoriserie:Gli irriducibili dovettero quindi operare su DS nuove,acquistate presso i concessionari,con alti costi e senza alcun supporto tecnico per le modifiche meccaniche.Solo nel 1961,e solo per le cabriolet la casa ci ripensò e fece propria la proposta di Chapron per la DS cabriolet:il modello entrò nella gamma della casa madre divenuto un classico.
Le DS coupè invece rimasero appannaggio dei carrozzieri che ne costruirono pochi esemplari:ecco perchè sono meno conosciute.Nel 1958/59 esordirono con un modello coupè lo stesso Chapron di Parigi,e Robert Ricou,concessionario di Grenoble e pilota.Ricou,pensando alle corse accorcio di ben 55cm il passo per aumentare la manegevolezza,e potenziò il motore per migliorare le prestazioni.Per la carrozzeria invece cercò di armonizzare al meglio i tronconi dopo il taglio della scocca.A Chapron il telaio accorciato sarebbe piaciuto,ma la Citroen gli rispose picche e da solo non ebbe il coraggio di modificare l'impianto idraulico:la sua Le Paris quindi non si presentò molto bella,infatti era appesantita nella linea da grosse cromature sulle fiancate per coprire i tagli.Solo nel 1960/61 Chapron costruì uno stampo della parte posteriore per ammortizzare le linee del primo modello,che diventò Concorde presentando solo successivamente il modello coupè Le Dandy.Nel 1965/66 Chapron introdusse delle pinnette chiamandola Concorde.Nel 1968/69 adottò i quattro fari della nuova DS che diventò Le Leman:La coupè Le Dandy sparì poco dopo dal mercato.La Le Lemancadde nell'oblio due anni dopo,ripresentandosi nel 1972 con una nuova coda,più squadrata e trona e questa modifica fu la fine della carriera della DS coupè.
Dopo questi due casi,un preparatore decise di andare oltre le modifiche della meccanica.Infatti fu opera di un altro grande Italiano Pietro Frua che disegnò la Stelvio,accorciando le auto pur mantenendo le linee della DS, sempre disegnate da un grande Italiano Flaminio Bertoni.Si affaccio anche un Marsigliese al mondo delle coupè che trasformò sei di questi modelli e Pichon-Parat di Sens,che si occupava del reparto corse Citroen e nel 1964/65 realizzò in proprio un coupè con i fari di una Panhard 24 BT,in seguito lo stesso carrozziere vendeva il kit di montaggio della modifica dei fari.
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