2010 CITROEN NEL CUORE

SIAMO PRONTI... A BREVE VEDRA' LA LUCE IL CLUB DOUBLE New CHEVRON.DOVE SOLO ALCUNI SOGNI DIVENTANO REALTA.


giovedì 9 luglio 2026

Lo "Squalo" al cinema, ma è un'auto: il film su Bertoni, designer della Citroën DS

Lo "Squalo" al cinema, ma è un'auto: il film su Bertoni, designer della Citroën DS Michele Floris 08 Luglio - MILANO Auto e cinema si uniscono in La Dea di Flaminio, il documentario che racconta la vita personale e professionale di Flaminio Bertoni. Il designer italiano diede vita alla carrozzeria della celebre Citroën DS del 1955, lo "Squalo" che era in grado di circolare su tre ruote in caso di foratura. Il film uscirà prossimamente nelle sale
Dopo essere entrata nella storia come una delle auto più innovative di metà Novecento, la Citroën DS del 1955 sarà celebrata anche sul grande schermo, grazie al film La Dea di Flaminio, le cui riprese sono terminate nei primi giorni di luglio. Il documentario racconta la vita e la carriera di Flaminio Bertoni, designer italiano originario di Varese che ha disegnato le forme del celebre "Squalo". Diretto dal regista olandese Kasper Verkaik, il film raccoglie le immagini, le testimonianze ed i racconti delle persone che Bertoni ha conosciuto durante le sue attività. Le riprese ripercorrono i passi della sua vita professionale, passando per luoghi d'arte che hanno segnato la vita di Bertoni come la Triennale Milano e il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino oltre alla casa del figlio Leonardo, situata a Varese. Il documentario oltrepassa anche il confine italiano, per riprendere alcune scene a Frejus, comune della Provenza francese, a cui il designer italiano è legata per via delle proprie origini familiari. Patrocinato dal Club Aci Storico, coprodotto dalla compagnia italiana Blink Blink e da quella olandese Eric Velthuis BV, il film uscirà prossimamente nelle sale cinematografiche italiane.
Citroën ds: lo "squalo"— L’auto con cui Flaminio Bertoni si è inserito nell’Olimpo del design automobilistico è proprio la Citroen DS, che nel 2025 ha compiuto 70 anni dalla sua uscita sul mercato. Prodotta nel 1955, la DS risultò innovativa sin da subito grazie un sistema di sospensioni, estremamente sofisticato per l'epoca, che permetteva di circolare anche solo su tre ruote in caso di foratura. Chiamata "Squalo" proprio per via delle linee della carrozzeria e del suo assetto ribassato, nel disegnare la Citroen DS, Bertoni sfruttò il proprio passato da scultore e si affidò a modelli di creta per sperimentare le geometrie dell'auto prima di dare vita alla versione definitiva. A conclusione della sua approfondita ricerca, l'artista italiano disegnò quella carrozzeria affusolata dalle linee inconfondibili, consegnando al mercato automobilistico un modello destinato ad entrare nella storia della moda e del cinema, di cui ora viene scritto un nuovo capitolo proprio con il documentario La Dea di Flaminio. Leggi anche

mercoledì 8 ottobre 2025

Celebrazione a Parigi: 200 Citroen DS al DS Jubile de Platine

Celebrazione a Parigi: 200 Citroen DS al DS Jubile de Platine Di Simone Fiderlisi • Pubblicato il 6 ott 2025 Parigi celebra il 70° anniversario della Citroen DS con il DS Jubile de Platine: oltre 200 vetture storiche, concept car, Concours d'Elegance e una parata che toccherà i monumenti simbolo della città. Settant’anni e non sentirli: la Citroen DS si prepara a vivere un compleanno che promette di lasciare il segno, con un evento che sa di leggenda e passione autentica. Il 18 e 19 ottobre 2025, il cuore pulsante di Parigi si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per celebrare la regina dell’innovazione francese, con il DS Jubile de Platine, un raduno che già si preannuncia come un vero e proprio inno all’ingegno e al design d’Oltralpe. E non si tratta solo di una festa per addetti ai lavori: chiunque abbia respirato almeno una volta l’inconfondibile profumo della storia automobilistica, qui troverà pane per i suoi denti. Sarà il Parc Andre Citroen a fare da sfondo a questa due giorni di emozioni, in un luogo che per chi ama le quattro ruote ha il sapore della memoria: proprio qui, dove un tempo ruggivano i motori e si plasmavano sogni su quattro ruote, sorse la storica fabbrica che tra il 1955 e il 1975 diede vita a oltre 1,3 milioni di esemplari di DS. Un ritorno alle origini, dunque, ma con lo sguardo rivolto al futuro, perché la vera grandezza della DS è sempre stata quella di saper anticipare i tempi, rompendo gli schemi e ridefinendo il concetto stesso di automobile.
Non è un caso se a Parigi sono attesi più di 200 modelli storici provenienti da tutta Europa, con una partecipazione internazionale che la dice lunga sulla portata del mito: il 70% delle vetture arriverà da Germania, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Italia, a testimonianza di quanto la DS sia riuscita a conquistare i cuori ben oltre i confini francesi. E se il passato sarà protagonista assoluto, il programma della manifestazione non lascia spazio all’improvvisazione: sabato 18 ottobre si apriranno le danze con l’esposizione al Parc Andre Citroen, seguita dall’attesissimo Concours d’Elegance dedicato al tema “La Donna e la DS”, sotto l’occhio attento di Henri-Jacques Citroën, per poi concludere la giornata con una suggestiva cena-crociera sulla Senna, che promette di regalare panorami e atmosfere da cartolina. Domenica 19, invece, sarà il momento della grande parata: 200 DS sfileranno per le vie di Parigi, attraversando i luoghi simbolo della capitale, dalla Torre Eiffel al Grand Palais, fino all’attesissima premiazione finale. Un corteo che non sarà solo un omaggio alla storia, ma anche un modo per ribadire il ruolo della DS come icona culturale, capace di fondere ingegneria e arte in un equilibrio raro e prezioso. A rendere ancora più speciale l’appuntamento sarà la presenza di DS Automobiles, che porterà in scena non solo i modelli più rappresentativi del passato, ma anche concept car d’avanguardia come la DS E-TENSE PERFORMANCE e le novità di produzione, DS N°8 e DS N°4. Un ponte ideale tra ciò che è stato e ciò che sarà, a dimostrazione di come il DNA della DS continui a ispirare le nuove generazioni di designer e ingegneri. E per chi ama i dettagli che fanno la differenza, anche la Monnaie de Paris renderà omaggio alla regina francese con una moneta d’argento commemorativa da 10 euro, un vero oggetto da collezione per gli appassionati. Non si può parlare di Citroen DS senza citare le sue innovazioni rivoluzionarie: dal design aerodinamico firmato Flaminio Bertoni al celebre sistema idropneumatico, che ha ridefinito il concetto di comfort e tenuta di strada, questa vettura ha saputo imporsi come simbolo di avanguardia nell’Europa del dopoguerra. E proprio queste caratteristiche saranno al centro del racconto che animerà il DS Jubile de Platine, dove ogni modello esposto racconterà una storia fatta di ricerca, audacia e spirito pionieristico. Il Concours d’Elegance, in particolare, aggiungerà una dimensione tutta nuova alla manifestazione, esplorando il rapporto tra la figura femminile e la DS, e sottolineando come questa vettura sia stata capace di incarnare non solo la perfezione tecnica, ma anche un’idea di stile e raffinatezza che ancora oggi fanno scuola. Non è un caso se, nel corso degli anni, la DS sia diventata un’icona di eleganza senza tempo, capace di affascinare artisti, intellettuali e personalità di spicco del panorama internazionale. Per i partecipanti, provenienti da ogni angolo d’Europa, il raduno rappresenterà un’occasione irripetibile per ammirare da vicino esemplari rari, scambiare conoscenze tecniche e condividere la propria passione per un’auto che ha saputo scrivere pagine indimenticabili nella storia dell’automobilismo. Un appuntamento che, tra emozione e memoria, si candida a diventare un nuovo punto di riferimento per tutti gli amanti del marchio e per chi, almeno una volta, ha sognato di viaggiare a bordo di una DS, sentendosi parte di un’avventura che continua a vivere, anno dopo anno, chilometro dopo chilometro.

martedì 3 giugno 2025

Citroën DS: l'icona automobilistica celebra 70 anni con monete commemorative

Citroën DS: l'icona automobilistica celebra 70 anni con monete commemorative Di Giuseppe Volpe • Pubblicato il 3 giu 2025 La Citroën DS celebra 70 anni con monete commemorative della Zecca Francese, un tributo all'innovazione e al design iconico dell'auto. Un’autentica celebrazione di design e ingegneria prende vita attraverso una collaborazione che unisce passato e presente. La Citroën DS, icona senza tempo del panorama automobilistico, festeggia quasi sette decenni di innovazione con un tributo che non solo onora la sua eredità, ma la proietta nel futuro. Con oltre 1,5 milioni di esemplari prodotti e vent’anni di produzione ininterrotta, la DS rappresenta un simbolo indelebile di progresso tecnico e stilistico. Presentata al mondo nel lontano ottobre 1955 al Salone dell’Automobile di Parigi, la DS fu il frutto della visione di Flaminio Bertoni, André Lefèbvre e Paul Magès. Le sue sospensioni idropneumatiche, rivoluzionarie per l’epoca, e il design aerodinamico trasformarono l’auto in un emblema di avanguardia tecnologica. Ancora oggi, questa vettura è sinonimo di eccellenza e innovazione, un simbolo che trascende il tempo.
Per celebrare il 70° anniversario DS, DS Automobiles, marchio nato nel 2014 come erede spirituale della leggendaria DS, ha stretto una partnership con la prestigiosa Zecca Francese. Il risultato è una collezione di monete commemorative in edizione limitata, che uniscono arte e ingegneria. Il primo pezzo, una moneta in argento da 10 euro, è stato accolto con entusiasmo, andando esaurito in pochi giorni dal lancio avvenuto il 4 febbraio. La collezione, ora ampliata, include esemplari in argento e oro, tutti realizzati con la tecnica Proof, che garantisce una qualità impeccabile. Ogni moneta è custodita in eleganti cofanetti numerati, un dettaglio che sottolinea la cura e l’attenzione al design. Il pezzo principale raffigura una DS 23 del 1975, celebre per i suoi fari orientabili, con il modello originale del 1955 sullo sfondo, reso ancora più suggestivo dal rivestimento in rodio Secondo Marc Schwartz, CEO della Zecca Francese, questa collaborazione rappresenta un’armonia perfetta tra bellezza e innovazione tecnica. Anche Xavier Peugeot, CEO di DS Automobiles, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, che celebra l’eredità della DS 19 e il legame profondo tra due istituzioni che condividono valori di eccellenza e tradizione. Le monete commemorative non sono solo un omaggio a un’auto leggendaria, ma incarnano una fusione unica di tradizione e modernità. Per gli appassionati e i collezionisti, rappresentano l’opportunità di possedere un frammento tangibile della storia automobilistica francese, un simbolo di un’epoca in cui design e tecnologia hanno trovato la loro massima espressione.

giovedì 16 gennaio 2025

L'avanguardia DS compie 70 anni!

L'avanguardia DS compie 70 anni! Capolavoro dell'innovazione e dell'arte del viaggio francese, la Citroën DS festeggia il suo 70° anniversario nel 2025! L'Aventure accompagnerà il marchio DS Automobiles a Rétromobile per celebrare questo anniversario esibendo 5* delle 20 DS e ID conservate e mantenute nelle sue collezioni. È nata un'icona Lanciato nel 1938 su iniziativa di Pierre Boulanger per sostituire la Traction Avant, il progetto VGD si concretizzò solo 17 anni dopo, con il lancio della Citroën DS 19 nell'ottobre del 1955. Tre uomini particolarmente coinvolti nella sua studio e sviluppo. André Lefèbvre, ingegnere aeronautico di formazione, è un fervente sostenitore della trazione anteriore, ma anche dell'aerodinamica, della leggerezza e della centratura del peso. Paul Magès, ingegnere autodidatta, è il creatore dell'idraulica. Ha inventato le famose sospensioni idropneumatiche, ma anche l'assistenza idraulica per lo sterzo, il rilascio della frizione e la frenata della DS. Infine, l'italiano Flaminio Bertoni, talentuoso stilista, scultore e pittore, con il suo team di designer, diede alla DS delle linee tanto rivoluzionarie quanto eleganti. Il 6 ottobre 1955 la DS 19 venne presentata per la prima volta sullo stand Citroën al Salone di Parigi. Suscita stupore e ammirazione. Visitatori e giornalisti sono letteralmente affascinati dalle sue linee all'avanguardia. La DS è un vero concentrato di alta tecnologia. Ad esempio, le sospensioni idropneumatiche le conferiscono maneggevolezza e comfort che nessun'altra automobile aveva mai sperimentato prima. Un'altra caratteristica di sicurezza unica è la frenata estremamente potente assistita idraulicamente. Fin dai suoi esordi, la DS 19 conobbe una carriera davvero internazionale poiché fu assemblata in Gran Bretagna e in Belgio dal 1956, poi in Sud Africa dal 1959. Fu esportata in tutta l'Europa occidentale, in quasi tutti i paesi del Commonwealth, compreso il Canada Australia, così come negli Stati Uniti dove ha molti fan incondizionati. Le sue diverse versioni e miglioramenti Durante gli anni '50 furono rilasciate diverse versioni. Prima ci fu la ID 19 presentata nell'ottobre del 1956, poi le versioni station wagon nel 1958, contemporaneamente alla DS 19 Prestige. Henri Chapron è stato anche incaricato dello studio e della creazione della decappottabile DS di serie. Dopo la realizzazione di tre prototipi, la presentazione avvenne al Salone di Parigi del 1960. Questa Cabriolet rimane ancora oggi un riferimento essenziale nell'estetica e nella raffinatezza automobilistica.
Nel marzo del 1961 la DS subì la sua prima evoluzione meccanica. La potenza del suo motore è aumentata da 75 a 83 CV, consentendogli una velocità massima di 150 km/h! Nel 1962, la DS subì la prima modifica al frontale, perse le griglie sui parafanghi, il paraurti ricevette due paraurti in gomma a punta di freccia e lo scudo inferiore fu ridisegnato. Questa modifica migliora anche l'aerodinamica, permettendole di ridurre i consumi e raggiungere i 160 km/h. Il 1967 vide il nuovo volto della DS che, oltre ad un successo estetico unanimemente acclamato, portò qualcosa di nuovo in termini di sicurezza con l'installazione di serie sulle versioni alte Prestige, Pallas e Cabriolet dei famosi fari aggiuntivi basculanti. . La DS illumina così l'interno delle curve prima ancora di entrarvi! Nel 1968, la Presidenza della Repubblica ordinò una nuova vettura da cerimonia per l'Eliseo. Le sue specifiche prevedevano che dovesse essere più lunga della Lincoln allora utilizzata dal Presidente degli Stati Uniti. Costruita e allestita dal carrozziere Henri Chapron, questa DS unica misura 6,53 metri ed è dotata degli equipaggiamenti più lussuosi con finestrino divisorio curvo e inclinato, sedile ribaltabile per l'interprete, alzacristalli elettrici, aria condizionata, illuminazione diretta e indiretta, citofono, frigobar... Prima di scomparire definitivamente nel luglio del 1975, dopo 20 anni di carriera esemplare, la DS conosce un'ultima evoluzione quando la DS 21 viene sostituita dalla DS 23 nel settembre 1972. Quest'ultimo modello montava un motore da 2.347 cm3 che, con l'iniezione elettronica, erogava 130 CV din per una velocità massima di quasi 190 km/h. Le sue vittorie a Monte-Carlo Nel gennaio 1956, la DS 19 prende per la prima volta il via del rally più prestigioso. Settima assoluta, si classifica prima anche e soprattutto nella categoria Vetture da 1.300 a 2.000 cm3, e le sei vetture iscritte sono tutte classificate. Nel 1959 l'equipaggio Coltelloni-Alexandre-Desrosiers portò l'ID 19 al primo posto nella classifica generale. Lo stesso anno, Citroën vinse la Coppa Costruttori. Nel corso degli anni si susseguirono tutta una serie di posti d'onore particolarmente ammirevoli. Nel 1966, la DS 21 ottenne la vittoria suprema in terra monegasca con la prestazione dell'equipaggio finlandese Pauli Toivonen-Ensio Mikander. Ottima vettura da strada, la DS si distingue anche come formidabile vettura sportiva! * La DS e la ID de L'Aventure à Rétromobile Nel padiglione 1 con il marchio DS Automobiles: ID 19 Confort del 1960 / DS 21 Pallas del 1967 semi-aperta accessibile ai visitatori / DS 21 Prestige del 1972 / DS 23 ie Pallas del 1974 Nel padiglione 3 allo stand L'Aventure con l'Euro SM Club: DS 21 con motore V6 Maserati alla “Ronde Hivernale de Chamonix”

mercoledì 25 settembre 2024

Auto e Moto d’epoca: un patrimonio italiano

Auto e Moto d’epoca: un patrimonio italiano Tommaso Giacomelli 23 Settembre 2024 Sono 4,3 milioni le auto d’epoca circolanti in Italia, un patrimonio dal valore inestimabile, al quale si sommano le due ruote del passato
In occasione della Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca, che si celebrerà il prossimo 29 settembre, Subito – piattaforma leader in Italia per comprare e vendere in modo sostenibile e seconda piattaforma di e-commerce con oltre 18,7 milioni di utenti unici al mese – ha indagato la passione degli abitanti del Bel Paese per il mondo dei veicoli d’epoca e il connubio tra questo amore e la second hand. Questa Giornata è nata per celebrare il patrimonio tecnico e culturale del mondo storico italiano su ruote, nonché le auto e le moto che hanno fatto la storia, diventando simboli di stile, innovazione e cultura. Un settore in continua espansione, quello dei veicoli d’epoca, alimentato dagli amanti del genere e dai collezionisti per i quali i veicoli storici non sono solo una passione ma anche un vero e proprio impegno per preservare un pezzo importante del nostro passato. I veicoli storici in Italia Oggi in Italia ammontano a 4,3 milioni le auto storiche, di cui 388 mila nella lista salvaguardia ACI, e le ricerche su Subito mostrano come la passione degli italiani per i veicoli d’epoca sia sempre crescente. Entrando nel dettaglio dei primi sei mesi del 2024, le ricerche in piattaforma della parola “epoca” hanno registrato un incremento del 16%. Inoltre, la dedizione nella ricerca minuziosa di modelli, che siano certificati come autentici veicoli d’epoca, si nota nelle oltre 186 mila ricerche per la parola “ASI” all’interno di Subito Motori, nelle sezioni Auto e Moto&Scooter nei soli primi sei mesi dell’anno, con un aumento dell’11% rispetto al primo semestre 2023.
Odiernamente, cercando in piattaforma “veicoli d’epoca”, si trovano oltre 40mila annunci live, tra cui non mancano alcune particolarità. Sul portale, infatti, è possibile reperire svariati modelli prodotti sia dalle case automobilistiche più affermate che da brand di nicchia che hanno prodotto negli anni solo alcuni esemplari in serie limitata. Come la Fiat 500 del 1969, una replica della spiaggina in vendita a 21.500 euro e la Lamborghini Countach 500 S nel colore bianco, tra i modelli più storici tra quelli presenti in piattaforma e attualmente in vendita a 745.000 euro.
Le vetture d’epoca più ricercate Tra i modelli maggiormente ricercati in piattaforma, si spazia da brand e modelli simbolo del settore automobilistico e di cui ancora oggi vengono prodotte nuove versioni, fino a esemplari che sono rimasti nella storia. In particolare, i modelli più cercati nei primi sei mesi del 2024 sono in primis l’iconica Fiat 500 d’epoca, a conferma dell’amore incondizionato che lega gli italiani a questa icona della casa automobilistica torinese. Non mancano le ricerche per altre chicche d’epoca e youngtimer, come la Porsche 911 al secondo posto, seguita al terzo dall’iconico Maggiolino Volkswagen, e al quarto dall’Alfa Giulia per chiudere al quinto posto con un altro classico di casa Fiat, la Fiat 124 spider. Anche le due ruote Non solo auto, in piattaforma è possibile trovare oltre 16 mila annunci live dedicati alle moto d’epoca che hanno segnato la storia delle due ruote, tra cui il modello vintage della Piaggio – Vespa GL 150 Sidecar del 1964. In crescita anche le ricerche su questo segmento nei primi sei mesi del 2024, con un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

lunedì 2 settembre 2024

Una Camargue che parla italiano

Una Camargue che parla italiano
Torino. Per decenni, Citroën ha gelosamente custodito i segreti del proprio Centro Stile, puntando sull'effetto sorpresa per il lancio di ogni nuovo modello. Questa strategia, rigorosamente interna, ha subito una svolta nel 1972, quando Citroën ha collaborato per la prima volta con uno stilista esterno: la Carrozzeria Bertone, fondata nel 1912 da Giovanni Bertone e sviluppata dal figlio Nuccio, che aveva sede vicino a Torino e vantava il design di prestigiose automobili per moltissimi marchi di tutto il mondo. Questa collaborazione ha dato vita alla GS Camargue, una "dream car" basata sulla Citroën GS, una berlina media a quattro porte e cinque posti lanciata due anni prima e frutto del genio di Robert Opron, assistente del celebre Flaminio Bertoni. La GS era una berlina media a quattro porte e cinque comodi posti, dotata di sospensioni idropneumatiche, quattro freni a disco ad alta pressione con limitatore automatico sul retrotreno in funzione del carico e della sua ripartizione, un preciso sterzo a cremagliera ed un comfort ed una tenuta di strada tipicamente Citroën. Uno dei punti forti della GS era la carrozzeria, disegnata per la prima volta con l’aiuto dei computer ed estremamente aerodinamica e filante. Rispetto alle vetture della concorrenza, GS era innovativa e moderna e seppe distinguersi per diversi elementi. Dal design moderno, disponeva di un grande vano bagagli, regolare e facilmente accessibile grazie alla soglia di carico variabile e già molto bassa (solo 42 cm da terra) e grazie al paraurti posteriore integrato nel portellone, che si solleva anch’esso all’apertura, per facilitare il carico. Offriva cinque comodissimi posti, cullati dalla morbidezza della sospensione idropneumatica. Lo sterzo, grazie all’adozione di una geometria specifica dell’asse di rotazione delle ruote anteriori, filtrava le irregolarità della strada per un grande comfort a bordo. L’abitabilità di GS era eccezionale in rapporto alle sue dimensioni compatte e la percezione di spazio a bordo era ulteriormente amplificata grazie all’integrazione del volume del bagagliaio. Un motore a quattro cilindri con ridottissime vibrazioni (grazie all’architettura boxer a cilindri contrapposti), raffreddato ad aria ma silenzioso e brillante nelle prestazioni la cui cilindrata crescerà negli anni sino a 1300 cc e che spingerà la GS (e la successiva GSA) oltre i 150 km/h di velocità massima. Tutto questo era Citroën GS e rappresentava la base di partenza da cui sviluppare un nuovo progetto di design. La Citroën GS rappresentava il meglio della tecnologia e dello stile del Double Chevron. Tuttavia, la sfida lanciata a Nuccio Bertone e al suo team era ambiziosa: trasformare la tranquilla GS in una berlinetta sportiva a due posti, capace di mostrare al mondo l’eccellenza del design italiano. Il progetto della GS Camargue fu affidato a Marcello Gandini, che iniziò a lavorare sul modello alla fine del 1970. Il nome "Camargue" fu scelto in omaggio alla regione francese famosa per le sue saline e i cavalli bianchi, un richiamo all'ambiente in cui la Citroën GS fu presentata alla stampa nel 1970. La GS Camargue, un prototipo funzionante, fece il suo debutto nei due più importanti Saloni dell’auto d’Europa: Parigi e Londra, nel 1972. Il successo fu unanime e Citroën considerò persino l'idea di produrre in serie una coupé derivata dalla GS. Tuttavia, il successo della berlina era tale (con quasi 2.500.000 esemplari prodotti) da scoraggiare modifiche significative alla sua linea. Il frutto di questa collaborazione non si esaurì con la GS Camargue. Nel 1978 Citroën contattò Bertone, invitandolo a presentare una sua proposta per un’erede della GS, in quel momento al culmine del suo successo, ma che Citroën intendeva sostituire da lì a quattro/sei anni. La progettazione fu affidata nuovamente a Marcello Gandini, che facendo tesoro di quanto appreso sulla GS riguardo la tecnologia costruttiva e lo stile Citroën, propose una riedizione del prototipo “Tundra” di Bertone, anch’esso una coupé, con l’aggiunta di altre due porte ed un portellone. Nasceva così il progetto XB che, nel 1982, avrebbe portato all’erede della GS: la BX, prima Citroën di serie il cui design non è nato al Centro Stile interno. La collaborazione tra Citroën e Bertone proseguì proficuamente negli anni, anche in sinergia col Centro Stile di Velizy, portando alla creazione di XM, ZX, Berlingo e Xantia. Oltre al prototipo Zabrus su base BX 4TC, sorta di erede spirituale della Camargue. Oggi, la GS Camargue fa parte della collezione storica Bertone ed è stata esposta da Citroën al Salone Rétromobile di Parigi, in occasione del centenario della Marca. Attualmente, è visibile all'aeroporto di Milano Malpensa, presso il museo dei trasporti Volandia, accanto alla collezione dedicata a un altro grande designer italiano che ha influenzato lo stile Citroën: Flaminio Bertoni, padre della Traction Avant, 2CV, DS e AMI6. Un viaggio attraverso settant'anni di stile italiano in Citroën, da Bertoni a Bertone.(R.C.)

sabato 19 novembre 2022

AUTO STORICHE: 11 BUONI MOTIVI PER FARNE A MENO Autore: Michele Di Mauro · Credits Ph: Michele Di Mauro

AUTO STORICHE: 11 BUONI MOTIVI PER FARNE A MENO Autore: Michele Di Mauro · Credits Ph: Michele Di Mauro C’è un bell’articolo apparso originariamente sulla rivista americana Grassroots Motorsports nell’ormai lontano ottobre 2012 che, grazie alle misteriose alchimie del web, di tanto in tanto torna alla ribalta in riedizioni più o meno fantasiose. Abbiamo deciso di tradurlo liberamente per il piacere di rileggerlo, adattando alcuni passaggi ai 10 anni che sono trascorsi da quando è stato scritto per la prima volta. La spiegazione di tanta longevità? Semplicemente, il tema ha colto nel segno. Infatti, col consueto pragmatismo in uso oltreoceano, fornisce ai neofiti un elenco di ben 11 punti per evitare di andare a complicarsi la vita cedendo al fascino (e acquistando) un’auto classica. Salvo, per ogni punto, spiegare quali sono le soluzioni più comuni per ovviare alle relative seccature. E capire perché, alla fine, più andiamo avanti e più guardiamo indietro. Intanto, ci si domanda, se uno cresce a suon di piccole e pepate giapponesine a trazione anteriore, Mustang a otto cilindri e Subaru Turbo, non si capisce perché ad un certo punto debba essere improvvisamente attratto da macchine di un’altra epoca, in cui si andava in giro tra inutili e pesanti paraurti cromati, pneumatici a tele diagonali, sistemi di accensione arcaici e dispositivi diabolici e ingovernabili come i carburatori. Perché scambiare affidabilità, comfort e persino prestazioni per qualcosa che richiede un’attenzione costante, nel migliore dei casi è più lento di un moderno minivan da casalinga e che rilascia olio e ruggine a ogni parcheggio? Detta così, in effetti ha poco senso. Eppure in tanti scelgono di tornare indietro, e il motivo è presto detto: le classiche sono fantastiche. Possono rendere ogni viaggio un’avventura memorabile, che si tratti di un lungo tour all’estero o di guidare fino al negozio all’angolo. Quindi, se stai pensando di scambiare la tua nuova spider con una MGB o la tua Toyota ibrida con una Innocenti o una Triumph, tieni presente che le auto più vecchie hanno le loro idiosincrasie. Ma se i nostri papà e i nostri nonni riuscivano a gestirle senza forum, senza internet e smartphone, di sicuro puoi riuscirci anche tu. Ma ora passiamo all’elenco! 11 buoni motivi per non comprare una classica 1 – I serbatoi arrugginiti Una delle principali cause dei problemi a motori e carburazione, sulle vecchie auto, viene dall’esterno: dopo 40 o 50 anni di attività ininterrotta, non sorprenderti di trovare ruggine o sporco nel serbatoio. Porcherie che, irrimediabilmente, finiranno risucchiate dal motore, facendo casini. La soluzione di oggi: Se in passato la soluzione era la pulizia, seguita dall’uso di nuovi rivestimenti liquidi e sigillanti, oggi i combustibili a base di etanolo dissolvono progressivamente le impurità. In alternativa, ha più senso acquistare un nuovo serbatoio ricostruito, spesso a prezzi anche molto accessibili. 2 – L’accensione a puntine Non solo le auto moderne non hanno più le puntine, ma ormai sono spariti pure gli spinterogeni. Nelle classiche invece l’accensione è affidata alle puntine, piccoli dispositivi a molla che si trovano all’interno dello spinterogeno. Componenti capricciose che nel tempo si sporcano, si deteriorano, subiscono l’usura di altre parti comunicanti, si stancano o semplicemente decidono di prendersela col mondo. La soluzione di oggi: Le accensioni elettroniche tipo PerTronix o similari sono diventate parte della procedura operativa standard per tenere regolarmente in funzione le auto più vecchie. Ne esistono più di 300 tipi differenti e l’installazione è semplice e rapida. In alcuni casi può valere la pena acquistare direttamente uno spinterogeno aftermarket totalmente nuovo o far ricostruire completamente l’unità originale da uno specialista. Intanto che ci pensi, tieni nel bagagliaio uno spinterogeno di scorta, anche usato. Può evitarti di rimanere a piedi. 3 – La corrente Servofreni, servosterzo, sedili elettrici, specchietti elettrici, antenne elettriche dispositivi elettrici vari sono, per la maggior parte, cose che scarseggiano sulle classiche. Se sei abituato al confort, avrai difficoltà a trovare anche l’aria condizionata e l’ABS perché una volta, semplicemente, non esistevano. La soluzione di oggi: La buona notizia è che c’è meno roba da rompere e c’è più spazio nel vano motore. Altre buone notizie: la mancanza di questo equipaggiamento extra ti permetterà di sentirti più connesso all’esperienza di guida. La cattiva notizia (ma non è detto…): probabilmente tua moglie preferirà seguirti a bordo della sua nuova 500 ibrida. 4 – Le regolazioni Le auto moderne dispongono di computer e sensori che controllano costantemente la qualità della combustione e regolano anticipo, fasatura delle valvole e pressione del carburante, se necessario. Le storiche, invece, semplicemente, si affidano ai conducenti. Che devono saper ascoltare il motore, “leggere le candele” e usare testa e mani per regolare l’erogazione del carburante e l’accensione. La soluzione di oggi: Onestamente, se il carburatore e lo spinterogeno sono in buone condizioni, un’auto non dovrebbe aver bisogno di attenzioni più di una volta ogni tanto, in base al chilometraggio o ai cambi di stagione. Tuttavia, se l’auto ha un uso limitato, con conseguente ristagno di carburante, rischio di corrosione e blocco dei freni, potrebbe essere necessaria una messa a punto più frequente. Una buona cura preventiva è semplicemente usarle con regolarità. 5 – Carburatori e anticipo Se gli spinterogeni sono già abbastanza fastidiosi, a metterci il carico ci pensano i carburatori. Diffusi sulla maggior parte delle automobili costruite fino agli anni 80, possono essere singoli o, in alcuni casi, multicorpo. Da noi i più diffusi sono i Weber e i Solex, in UK e Giappone SU e Stromberg, negli Stati Uniti Holley o Carter. Spesso, per la procedura di avviamento a freddo, va azionato un comando manuale. Anche se tra alcuni di essi cambia la filosofia di funzionamento, come tutti i dispositivi meccanici i carburatori si usurano con l’uso. La soluzione di oggi: Problemi semplici: pulizia e regolazione. Se hai predisposizione, puoi farti insegnare da un meccanico della vecchia guardia e imparare a sbrigare da te le operazioni di base. Problemi seri: fai revisionare da uno specialista o cambia direttamente le unità, che possono essere anche molto costose. Gli specialisti del carburatore sono merce sempre più rara. Lo sanno, e si fanno pagare di conseguenza. 6 – Perdono olio Se oggi parcheggi la tua nuova ibrida nel vialetto di casa di amici, domani nessuno saprà che eri lì. Se vai a trovarlo guidando la tua classica, quasi sicuramente lascerai il segno. E non è detto che a lui faccia piacere. La soluzione di oggi: Le auto storiche “perdono”, è un dato di fatto. Alcune lo fanno già nel salone del rivenditore. Certo, se la cosa diventa preoccupante, puoi cercare di provvedere con nuove guarnizioni. Ma non le azzererai mai del tutto, mettici una croce sopra. Sono fatte così, prendere o lasciare.
7 – Altri gusti in fatto di olii Per migliorare le emissioni, la maggior parte degli olii oggi disponibili in commercio ha abbassato i livelli di diversi minerali in essi contenuti, zinco su tutti. Il risultato è una incompatibilità coi motori delle auto più vecchie, che, tra l’altro, richiedevano formulazioni più dense rispetto ai lubrificanti moderni. La soluzione di oggi: Fortunatamente diversi marchi si sono specializzati nella produzione di olii lubrificanti ad alto contenuto di zinco. Basta scegliere un prodotto di qualità, senza drammatizzare troppo sul prezzo. 8 – Pneumatici da caccia al tesoro Le gomme di una volta sono più piccole e “cicciotte” e, soprattutto se di tipo sportivo, sono sempre più difficili da trovare. La soluzione di oggi: Diverse aziende hanno creato delle linee “classic” per le quali riproducono trame, misure e modelli del passato, ma con la sicurezza dei prodotti moderni. Si trovano online o presso gli specialisti. 9 – Qualcun altro le ha già “riparate” Se hai letto fino a qui, hai capito che un’auto classica mediamente ha il cofano aperto molto più spesso di un’auto moderna. E ci sono buone possibilità che qualcuno abbia fatto riparazioni prima di te. Magari usando silicone, carta di giornale, stucco per muri e filo da pesca.
La soluzione di oggi: Queste riparazioni di ieri sono diventate il tuo problema di oggi. Perché non solo devi rimuovere la “riparazione” ma, una volta fatto, dovrai comunque risolvere il problema originale. Sembra frustrante, ma è parte del divertimento, quindi abituati e prendila con filosofia. E magari qualche weekend libero. Iscriviti a un club, fai nuove amicizie e scopri di più su come convivere in maniera pacifica con una classica e la sua manutenzione. 10 – Arrugginiscono Abbiamo parlato dei serbatoi arrugginiti ma… sorpresa! Le auto possono arrugginire anche in altri posti. E tanto. Perché? Anzitutto, semplicemente, perché sono vecchie. E poi perché, da nuove, non sono state trattate con tutti gli inibitori della ruggine con cui sono state benedette le auto più recenti. Grazie ai progressi della tecnologia, le auto nuove non vedono ruggine prima di un decennio o più. Le auto più vecchie resistevano a malapena fino al terzo o quarto anno.
La soluzione di oggi: La soluzione corretta di solito prevede la saldatura di lamiere in sostituzione di quelle non recuperabili e una nuova mano di vernice. Fortunatamente, esiste un ampio mercato dei ricambi che supporta questo tipo di riparazioni. Il costo della riparazione però potrebbe benissimo superare il valore dell’auto e non tutte le riproduzioni moderne sono precise: alcune sono eccellenti, altre ti costringeranno a giocherellare un po’ prima di calzare a dovere. Cercati un bravo carrozziere che abbia almeno quarant’anni e un po’ di tempo da dedicarti. 11 – Attirano l’attenzione e i chiacchieroni Ecco, per ultima, la seccatura più grande: quando parcheggi la tua Civic o la tua Focus al supermercato, è solo un’altra scatola in un campo di centinaia di scatole, tutte uguali. Ma quando nello stesso punto parcheggi la tua classica, oltre a lasciare la pozza d’olio di cui sopra, succederà che le persone ti guarderanno e probabilmente, che tu ne abbia voglia o meno, anche se non le conosci, ti parleranno. Tanto. Troppo.
Si sentiranno in dovere di farsi i fatti tuoi, ti chiederanno di che anno è, da quanto tempo la possiedi e dove acquisti i ricambi. Poi ti diranno che ne avevano una simile, o che un loro zio stravagante ne aveva una e che gliel’ha fatta guidare quando ancora non avevano la patente (ma solo una volta, eh!), o che, a bordo di una così, sono tornati a casa dall’ospedale quando sono nati. La soluzione di oggi: Ah, questa è facile: non c’è. Avere un’auto classica vuol dire sentirsi legati molto più alle interazioni che non alle prestazioni. Se vuoi solo andare veloce, fare quello che devi in maniera rapida e pulita, allora forse è meglio tenere l’auto moderna ancora per un po’. Se invece vuoi aggiungere qualcosa in più alle tue giornate, sporcarti le mani e goderti l’esperienza totale, allora probabilmente sei pronto per passare a una classica. Se davvero hai letto tutte le 11 voci in elenco e, invece di sbuffare e chiudere, hai tirato fino alla fine, ti sei meritato il contenuto bonus: una mini guida per approcciarti al tuo prossimo acquisto (clicca per leggerla). Ti sembrerà strano vendere un’auto che ha 5 o 6 anni per comprarne una che ne ha 10 volte tanto, ma tranquillo, ci si abitua. Buon divertimento!